Verbale di assemblea di chiesa: fac simile e come redigerlo
Di Andrea Guglielmo · Fondatore di Assemblea12 min di lettura
In breve
Il verbale di assemblea è il documento che prova cosa ha deciso la chiesa: chi era presente, se l’assemblea era valida, il testo di ogni delibera e l’esito del voto. Lo redige il segretario di seduta, lo firmano presidente e segretario e si conserva nel libro dei verbali. Quorum, maggioranze, deleghe e voto a distanza dipendono prima di tutto dallo statuto della tua chiesa.
Punti chiave
- Il verbale registra decisioni, non interventi: per ogni punto, testo della delibera ed esito del voto con tre numeri.
- Lo statuto viene prima di tutto: quorum, maggioranze, deleghe e voto a distanza cambiano da chiesa a chiesa.
- Se lo statuto tace, molte chiese seguono l’art. 21 del codice civile: metà dei membri in prima convocazione, qualunque numero in seconda.
- Firmano presidente e segretario di seduta; per gli enti del Terzo settore il libro delle assemblee è obbligatorio.
- Più sotto trovi un fac simile completo da copiare.
Cos’è il verbale di assemblea e a cosa serve?
Il verbale è il resoconto scritto e firmato di una riunione dell’assemblea dei membri. Non è una trascrizione: riporta quello che l’assemblea ha deciso, con i dati che dimostrano che la decisione è stata presa correttamente: chi ha convocato, chi era presente, quanti hanno votato e come.
Serve più spesso di quanto si pensi:
- Banca: per cambiare chi opera sul conto della chiesa spesso ti chiedono l’estratto del verbale con la nomina.
- Enti e terzi: quando devi dimostrare chi rappresenta la chiesa o cosa ha deciso, per un affitto, un registro pubblico o l’unione di chiese.
- I membri: chi non c’era deve poter sapere cosa è stato deciso.
- La memoria della chiesa: tra dieci anni qualcuno vorrà sapere quando è stato eletto un anziano o con quanti voti è stato chiamato un pastore.
Cosa deve contenere un verbale di assemblea?
Lo statuto può chiedere altro, ma un verbale completo contiene sempre queste voci. Usale come lista di controllo:
- Intestazione: nome della chiesa (e dell’ente, se diverso), sede, codice fiscale.
- Tipo di assemblea: ordinaria o straordinaria, in prima o in seconda convocazione.
- Data, ora e luogo, più il mezzo di collegamento se qualcuno partecipa a distanza.
- Convocazione: chi l’ha fatta, quando e con quale mezzo (annuncio al culto, email, lettera).
- Presidente e segretario di seduta, e come sono stati scelti.
- Presenze e quorum: membri con diritto di voto, presenti, eventuali deleghe e la dichiarazione che l’assemblea è validamente costituita.
- Ordine del giorno, come annunciato nella convocazione.
- Per ogni punto: breve sintesi della discussione, testo esatto della delibera, esito con favorevoli, contrari e astenuti.
- Varie ed eventuali: solo comunicazioni; è buona regola non deliberare su temi assenti dalla convocazione.
- Chiusura con l’ora di fine e firme del presidente e del segretario.
- Allegati: foglio presenze, eventuali deleghe, documenti approvati (rendiconto, preventivo).
Quali regole valgono: convocazione, quorum e maggioranze
Molte chiese evangeliche italiane sono associazioni, spesso non riconosciute (artt. 36-38 del codice civile); altre sono enti di culto civilmente riconosciuti; alcune sono enti del Terzo settore (ETS, spesso APS: D.Lgs. 117/2017, il Codice del Terzo settore) o ne hanno un «ramo». Le norme applicabili dipendono da questa forma.
Convocazione. Per il codice civile (art. 20) gli amministratori convocano l’assemblea almeno una volta l’anno per approvare il bilancio, e ogni volta che almeno un decimo dei membri lo chiede con richiesta motivata. Tempi e modi dell’avviso li fissa lo statuto. Nel verbale scrivi come e quando è stato dato l’avviso.
Quorum e maggioranze. L’art. 21 del codice civile è scritto per le associazioni riconosciute, ma molti statuti lo riprendono quasi alla lettera:
| Decisione | Chi deve essere presente | Quanti voti servono |
|---|---|---|
| Delibere ordinarie, prima convocazione | Almeno metà dei membri | Maggioranza dei voti |
| Delibere ordinarie, seconda convocazione | Qualunque numero di presenti | Maggioranza dei voti |
| Modifica dell’atto costitutivo o dello statuto | Almeno tre quarti dei membri, se lo statuto non dispone diversamente | Maggioranza dei presenti |
| Scioglimento e devoluzione del patrimonio | Di fatto almeno tre quarti dei membri, perché servono i loro voti | Voto favorevole di almeno tre quarti di tutti i membri, non solo dei presenti |
L’art. 21 esclude anche gli amministratori dal voto sul bilancio e sulla loro responsabilità: se la tua chiesa segue questa regola, scrivi nel verbale che i consiglieri non hanno votato il rendiconto. Negli ETS votano gli iscritti da almeno tre mesi nel libro degli associati, salvo diversa previsione dello statuto (art. 24 del Codice del Terzo settore).
Attenzione agli astenuti. «Maggioranza» può riferirsi ai presenti o ai votanti (esclusi gli astenuti). Con 40 presenti, 18 favorevoli, 15 contrari e 7 astenuti: sui votanti (33) servono 17 sì e la delibera passa; sui presenti ne servono 21 ed è respinta. Se lo statuto non è chiaro, chiariscilo prima dell’assemblea e riporta sempre i tre numeri.
Voto segreto, deleghe e voto a distanza: cosa scrivere?
Voto segreto. Di solito si vota per alzata di mano, ma spesso lo statuto prevede lo scrutinio segreto per le votazioni sulle persone, come l’elezione di anziani o del pastore. Nel verbale indica gli scrutatori, le schede consegnate, bianche e nulle e i voti per ciascun candidato. Mai chi ha votato cosa.
Deleghe. Negli ETS, se lo statuto non dispone diversamente, un membro può farsi rappresentare da un altro con delega scritta; ognuno può portare al massimo 3 deleghe nelle associazioni con meno di 500 associati, 5 in quelle con 500 o più (art. 24 del Codice del Terzo settore). Per le altre chiese decide lo statuto; se tace, chiarisci la regola prima dell’assemblea. Nel verbale indica quante deleghe sono state verificate e allegale.
Voto a distanza. Negli ETS, salvo divieto espresso dello statuto, si può partecipare con mezzi di telecomunicazione e votare per via elettronica, purché sia possibile verificare l’identità di chi partecipa e vota; lo statuto può prevedere anche il voto per corrispondenza (art. 24). Per le altre chiese decide lo statuto. Nel verbale scrivi chi era collegato e come è stato identificato.
Come si scrive un verbale di assemblea, passo per passo
Il verbale lo redige il segretario di seduta: di solito il segretario della chiesa, altrimenti una persona scelta in apertura. Il presidente di seduta (il presidente dell’associazione, il pastore o chi indica lo statuto) guida la riunione.
- 1
Prepara la bozza prima
Dall’avviso di convocazione hai già intestazione, data, luogo e ordine del giorno: in assemblea dovrai solo completare.
- 2
Prepara il foglio presenze
Una riga e una firma per ogni membro con diritto di voto: contare dal foglio è più affidabile che contare le teste.
- 3
Metti per iscritto il quorum
Prima di aprire i lavori annota aventi diritto, presenti, deleghe e validità dell’assemblea. Se qualcuno esce prima di un voto importante, aggiorna il conteggio.
- 4
Fai leggere la delibera prima del voto
Se il testo cambia durante la discussione, rileggi la versione finale prima di votare: nel verbale va quella.
- 5
Registra l’esito con tre numeri
Favorevoli, contrari, astenuti: «approvata» senza numeri non permette di verificare la maggioranza.
- 6
Riassumi la discussione in poche righe
Le posizioni principali, non chi ha detto cosa. Una dichiarazione chiesta espressamente a verbale va riportata fedelmente.
- 7
Completa e fai rileggere
Annota l’ora di chiusura, completa il testo entro pochi giorni e fallo rileggere al presidente prima della firma.
Fac simile di verbale di assemblea dei membri
Modello per l’assemblea ordinaria dei membri di una chiesa evangelica. Sostituisci le parti tra [PARENTESI QUADRE], cancella ciò che non serve e aggiungi quanto richiesto dal tuo statuto.
[NOME DELLA CHIESA] [Denominazione dell’associazione o dell’ente, se diversa] Sede: [INDIRIZZO] – Codice fiscale: [CODICE FISCALE] VERBALE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI MEMBRI DEL [GG/MM/AAAA] Il giorno [GG] del mese di [MESE] dell’anno [AAAA], alle ore [HH:MM], presso [LUOGO E INDIRIZZO] [e in collegamento tramite [PIATTAFORMA], se lo statuto lo consente], si è riunita in [prima / seconda] convocazione l’assemblea ordinaria dei membri di [NOME DELLA CHIESA]. 1. CONVOCAZIONE L’assemblea è stata convocata da [ORGANO, es. il consiglio di chiesa] con avviso del [DATA], comunicato tramite [MODALITÀ: annuncio durante il culto del [DATA] / email / lettera / affissione in bacheca], come previsto dall’art. [N] dello statuto. 2. PRESIDENTE E SEGRETARIO DI SEDUTA Assume la presidenza [NOME E COGNOME], in qualità di [RUOLO, es. presidente dell’associazione / pastore], che chiama a fungere da segretario [NOME E COGNOME], con il consenso dell’assemblea. 3. VERIFICA DEI PRESENTI E DEL QUORUM Il presidente constata che: - i membri con diritto di voto sono [N]; - sono presenti di persona [N] membri [e in collegamento [N] membri, identificati tramite [MODALITÀ]]; - sono state presentate [N] deleghe scritte, verificate e allegate al presente verbale [solo se lo statuto le ammette]; - sono quindi presenti o rappresentati [N] membri su [N]. Il quorum richiesto dall’art. [N] dello statuto per la [prima / seconda] convocazione è [QUORUM]. Il presidente dichiara l’assemblea validamente costituita e atta a deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO 1. [ARGOMENTO 1, es. approvazione del verbale dell’assemblea del [DATA]] 2. [ARGOMENTO 2, es. approvazione del rendiconto dell’anno [AAAA]] 3. [ARGOMENTO 3, es. elezione di [N] membri del consiglio di chiesa] 4. Varie ed eventuali 4. SVOLGIMENTO Punto 1 – [ARGOMENTO 1] [Sintesi della discussione: chi ha presentato il punto, posizioni principali emerse, eventuali dichiarazioni chieste espressamente a verbale.] Proposta messa ai voti: «[TESTO ESATTO DELLA DELIBERA]» Votazione [palese per alzata di mano / a scrutinio segreto]. Favorevoli [N] – Contrari [N] – Astenuti [N] L’assemblea [APPROVA / RESPINGE] la proposta. Punto 2 – [ARGOMENTO 2] [Sintesi della discussione.] Proposta messa ai voti: «[TESTO ESATTO DELLA DELIBERA]» Votazione [palese / segreta]. Favorevoli [N] – Contrari [N] – Astenuti [N] L’assemblea [APPROVA / RESPINGE] la proposta. [Se lo statuto esclude dal voto i consiglieri: «I membri del consiglio di chiesa presenti non hanno partecipato alla votazione.»] Punto 3 – [ARGOMENTO 3] (votazione a scrutinio segreto) Scrutatori: [NOME E COGNOME], [NOME E COGNOME]. Schede consegnate [N] – Schede bianche [N] – Schede nulle [N] Voti ottenuti: [CANDIDATO A] [N] – [CANDIDATO B] [N] – [CANDIDATO C] [N] Risultano eletti: [NOMI]. Varie ed eventuali [Comunicazioni e temi emersi. Nessuna delibera su argomenti non inseriti nell’ordine del giorno.] 5. CHIUSURA Esaurita la trattazione dell’ordine del giorno e non essendovi altro da deliberare, il presidente dichiara chiusa l’assemblea alle ore [HH:MM]. Letto, confermato e sottoscritto. [LUOGO], [DATA] Il presidente Il segretario [NOME E COGNOME] [NOME E COGNOME] ________________________ ________________________ ALLEGATI A. Foglio presenze con le firme dei membri presenti B. Deleghe scritte [se ammesse dallo statuto] C. [Documenti approvati, es. rendiconto [AAAA], preventivo [AAAA]]
Chi firma il verbale, come si approva e dove si conserva?
Firmano il presidente e il segretario di seduta, attestando che il testo corrisponde a quanto è avvenuto. Lo statuto può chiedere altre firme, per esempio degli scrutatori. Per l’approvazione ci sono due strade diffuse:
- A fine seduta: il segretario legge il testo e l’assemblea lo approva prima di chiudere. È comodo quando una delibera serve subito, per esempio in banca.
- Alla riunione successiva: il verbale si approva come primo punto dell’assemblea seguente e le correzioni finiscono nel nuovo verbale.
Il libro dei verbali. Gli enti del Terzo settore devono tenere il libro delle adunanze e deliberazioni delle assemblee, oltre al libro degli associati e a quello dell’organo di amministrazione (art. 15 del Codice del Terzo settore). Li tiene l’organo di amministrazione e gli associati hanno diritto di esaminarli secondo lo statuto, salvo per il ramo ETS degli enti religiosi civilmente riconosciuti. Per le altre chiese il libro è buona pratica, e spesso lo statuto lo richiede: un unico registro in cui i verbali firmati si susseguono in ordine di data.
Conserva l’originale in un luogo sicuro e una scansione altrove. A banche ed enti consegna un estratto con intestazione, validità dell’assemblea, testo della delibera ed esito, firmato di solito dal presidente o dal legale rappresentante.
Quali sono gli errori più comuni?
- «Approvata» senza numeri: nessuno può verificare la maggioranza.
- Quorum non scritto: se non risulta che l’assemblea era valida, ogni delibera è più facile da contestare.
- Delibera parafrasata: va il testo esatto votato, soprattutto su soldi, immobili, persone e statuto.
- Verbale trasformato in trascrizione: pagine di interventi nascondono le decisioni ed espongono le persone senza motivo.
- Decisioni nelle varie ed eventuali: le delibere su temi non annunciati sono le più contestabili.
- Stesura rimandata: un verbale scritto a memoria dopo settimane è meno affidabile.
- Verbali dispersi su fogli sparsi o nel computer di una sola persona.
Verbale del consiglio di chiesa o dell’assemblea dei membri: che differenza c’è?
In molte chiese l’assemblea dei membri decide le questioni fondamentali e il consiglio di chiesa (degli anziani o dei diaconi) amministra e prepara le decisioni; chi decide cosa lo stabilisce lo statuto. Lo schema del verbale è lo stesso, ma alcune cose cambiano:
| Assemblea dei membri | Consiglio di chiesa | |
|---|---|---|
| Chi vota | Tutti i membri con diritto di voto | I consiglieri indicati dallo statuto |
| Cosa decide di solito | Statuto, rendiconto e preventivo, elezione di consiglieri e pastore, acquisto o vendita di immobili | Gestione ordinaria, preparazione dell’assemblea, attuazione delle delibere |
| Quorum | Calcolato sui membri | Calcolato sui consiglieri |
| Riservatezza | Consultabile dai membri, secondo lo statuto | Può toccare questioni pastorali o personali: registra la decisione, non i dettagli |
Tieni due libri separati, così una decisione del consiglio non viene mai scambiata per una delibera dell’assemblea.
Puoi preparare il verbale in automatico?
Se presenze, quorum e conteggi su carta ti costano una serata, Assemblea ha un modulo per assemblee e votazioni. Crei la riunione con l’ordine del giorno delle delibere e segni presente o assente ogni votante dal registro: i conteggi si aggiornano da soli. Il quorum è facoltativo e configurabile (nessuno, 50%, due terzi, tre quarti o una percentuale a scelta), con un indicatore in tempo reale.
Apri e chiudi ogni votazione e favorevoli, contrari e astenuti restano registrati. Puoi usare il voto segreto digitale: ogni votante riceve un link personale o un codice QR e le scelte sono salvate senza alcun riferimento a chi vota. Uno storico registra ogni azione. Alla chiusura ottieni un verbale A4 da stampare con partecipazione e quorum, presenti e assenti, ogni delibera con esito e conteggi, note e righe per le firme di presidente e segretario.
È una base di partenza: verificala sul tuo statuto, aggiungi ciò che è avvenuto fuori dall’app (come la convocazione) e firmala come sempre. Assemblea ha un piano gratuito; nei prezzi vedi quali piani includono le assemblee.
Gestisci la prossima assemblea con Assemblea
Registro dei votanti, quorum in tempo reale, voto segreto digitale e verbale stampabile alla chiusura.
Domande frequenti
Chi deve scrivere il verbale di assemblea?
Il segretario di seduta, di solito il segretario della chiesa o una persona scelta in apertura. Firmano il presidente e il segretario.
Serve il notaio per il verbale di assemblea di una chiesa?
Per le normali assemblee dei membri no: basta un verbale firmato da presidente e segretario. Le delibere che modificano lo statuto possono richiedere forme particolari: verifica con un professionista.
Quanti membri devono essere presenti perché l’assemblea sia valida?
Lo stabilisce lo statuto. Se tace, molte chiese seguono l’art. 21 del codice civile: almeno metà dei membri in prima convocazione, qualunque numero in seconda.
Si può votare per delega nell’assemblea di chiesa?
Dipende dallo statuto. Negli enti del Terzo settore la delega scritta è ammessa salvo diversa previsione dello statuto, fino a 3 deleghe a testa (5 se gli associati sono almeno 500).
Si può fare l’assemblea di chiesa online?
Negli enti del Terzo settore sì, salvo divieto espresso dello statuto, purché si possa verificare l’identità di chi partecipa e vota. Per le altre chiese decide lo statuto.
Quando si approva il verbale di assemblea?
A fine seduta, dopo la lettura, oppure come primo punto della riunione successiva. Se una delibera ti serve subito, per esempio in banca, approvalo prima di chiudere.
Questa guida è un’informazione generale e non sostituisce il parere di un legale o di un commercialista. Lo statuto e il regolamento della tua chiesa vengono prima.